Il coraggio degli eroi

In tempi come questi servirebbe il coraggio degli eroi.
Invece abbiamo così tanta paura, che uscita di scena, di un uomo qualunque, un Carneade della politica, che fino a due anni fa nessuno sapeva chi fosse ci destabilizza. La paura ci ha spinti fino a questo fino a farci sembrare accettabile, anzi indispensabile un Presidente del Consiglio e un governo che in un altro momento storico avremmo tranquillamente mandato a casa da tempo.
Un popolo da sempre conservatore non poteva che accentuare questa sua caratteristica di questo momento storico. Curioso come un paese dominato dalla antipolitica si trovi improvvisamente spiazzato per la caduta di un governo tutto sommato mediocre.
In questi mesi abbiamo ceduto via via pezzi della nostra libertà in cambio di protezione, secondo uno schema abbastanza ovvio e ampiamente utilizzato in passato da governi che hanno costruito il loro consenso sulla paura. In nome della lotta al virus abbiamo accettato l’uso di strumenti come i DPCM, la riduzione del Parlamento ad un passacarte, l’accentramento di potere in mano al Presidente del Consiglio che sembra sempre di più una sorta di Re Sole. Per averere cosa in cambio? Bonus distribuiti a pioggia e senza un senso, nessuna protezione sanitaria (oltre 80 mila morti sono lì a testimoniarlo), un crollo del PIL, una intera generazione di ragazzi che ha perso se va bene un anno di scuola.
Quando improvvisamente qualcuno (Matteo Renzi, ma non ci interessa qui indagare sul motivo del gesto) ha smascherato tutto questo, gli italiani ci sono incredibilmente schierati (non tutti, ma molti) a difesa di questo strano personaggio, passato in due anni dall’essere un oscuro avvocato di provincia a salvatore della Patria.
In pochi giorni ci siamo dimenticati del lockdown, delle aziende che hanno chiuso e non riapriranno più, dei morti per il COVID, delle migliaia di nuove famiglie povere che vanno alla Caritas a prendere i viveri perché non riescono ad arrivare a fine mese.
Chiunque si aspetterebbe, a questo punto, un sussulto da parte delle forze politiche progressiste, e invece il più grande partito riformista italiano semplicemente non c’è più. Indebolito dai suoi errori, totalmente asservito al Movimento 5 Stelle, il PD ha ormai imboccato il viale del tramonto. Supportato ormai solo da uno “zoccolo duro” di elettori proveniente per la maggior parte del vecchio blocco PCI/PDS/DS che si assottiglia sempre di più per evidenti ragioni anagrafiche, è destinato all’estinzione. Sorte non migliori aspetta i suoi alleati di governo a 5 Stelle, capaci di speperperare in due anni un capitale di voti incredibile (33%, un terzo degli italiani). Ma gli errori del PD meritano un trattamento a parte, forse un giorno ci torneremo su in maniera dettagliata.
Ora servirebbe un governo coeso e capace, che traghetti Italia verso il 2023 quando finirà La legislatura e si spera il COVID sia sotto controllo. Ma questo governo potrebbe nascere solo se il PD avesse il coraggio di darsi una linea politica in sintonia con la sua storia di partito riformista. Crediamo che se questo accadesse si verificherebbe un terremoto positivo che ci porterebbe fuori dall’impasse. Ma, per tornare all’inizio, se vuoi coraggio. Ora che Matteo Renzi ha fatto saltare il banco il PD dovrebbe avere il coraggio di fare il suo e mettersi davvero alla guida del Paese, relegando il MoVimento 5 Stelle al ruolo subalterno che gli dovrebbe spettare, anche solo per la manifesta incapacità dimostrata dei suoi esponenti in questi anni
Ma dubitiamo che accadrà.

In realtà mi chiamo Cristian, lavoro in campagna, ma non faccio il contadino e ho sicuramente più vizi privati che pubbliche virtù. Tra i primi, oltre alle vergini quarantenni c'è da sempre la politica e l'impegno sociale, sui quali mi diletto a scrivere cazzate...

50 anni, bolognese (come gli altri due) , informatico, geek, liberal nel senso più ampio del termine, lancio idee che non segue quasi mai nessuno (nemmeno io). Conosciuto in giro per la rete con svariate identità, non lo faccio per generare fakes ma perché soffro di personalità multipla